La spiritualità del corpo

La spiritualità del corpo




La spiritualità del corpo

 

"Gli sforzi con cui cerchiamo di mantenerci in salute possono aver successo solo se della salute abbiamo un concetto positivo. Definirla come assenza di malattia è una visione negativa che considera il corpo come un meccanico potrebbe considerare un'automobile, le cui parti possono essere sostituite senza danneggiarne il funzionamento. Non è così per nessun organismo vivente: sicuramente non lo è per gli esseri umani."

 

Noi abbiamo sentimenti e sensazioni che nessuna macchina ha, ci muoviamo spontaneamente, cosa che nessuna macchina riesce a fare, e abbiamo un profondo legame con gli esseri viventi e la natura. La nostra spiritualità deriva proprio dal senso di questo legame con una forza superiore o un ordine più grande di noi. Poco importa il nome che gli diamo, potremmo anche non dargli affatto un nome, come fa la Bibbia.

La misura in cui un sentimento viene represso varia da persona a persona, in relazione soprattutto alla gravità della minaccia che ne ha determinato la repressione.

Certi individui si arrabbiano o esprimono la rabbia molto difficilmente; altri provano rabbia solo se la provocazione è abbastanza forte; altri ancora vengono alle mani alla minima provocazione. Ma poiché queste esplosioni di rabbia avvengono senza la partecipazione dell'Io – cioè prima che ci si accorga di come e perché si è arrabbiati – non servono ad allentare la tensione cronica.

I muscoli cronicamente tesi irrigidiscono il corpo e ne distruggono la grazia bloccando il flusso di eccitazione. La muscolatura contratta in qualsiasi parte del corpo ha l'effetto di limitare la respirazione, che non è completa se le onde respiratorie non attraversano tutto il corpo.

La tensione muscolare cronica, limitando la pienezza e la profondità del respiro, riduce anche l'energia della persona e ciò provoca una diminuzione della vivacità generale del corpo. Ne risulta che la repressione di un solo sentimento tende a ridurre la sensibilità in generale. Se la rabbia è repressa, tendono a ridursi anche l'amore, la tristezza e la paura, anche se non necessariamente nella stessa misura.

In molte persone il corpo è scisso, per cui certi sentimenti sono più bloccati e altri meno. Si spiega così che per certi uomini sia più facile manifestare la rabbia che piangere, mentre è vero il contrario per molte donne.

Le emozioni sono la diretta espressione dello spirito di una persona. Si può giudicare la forza dello spirito di un individuo dall'intensità dei suoi sentimenti, la grandezza del suo spirito dalla loro profondità, la calma del suo spirito dalla loro quiete. Quando ci muoviamo con sentimento, il nostro movimento è aggraziato perché è il risultato del flusso energetico che attraversa il corpo. Il sentimento è quindi la chiave della grazia e della spiritualità del corpo.

Dopo l'esame dei sentimenti in generale possiamo passare a quello di un'emozioni specifica, ad esempio l'amore.

L'amore è espansivo, imprime una forte carica energetica alla superficie del corpo, il quale acquista una morbidezza, un'animazione e un colorito che lo rendono gradevole alla vista.

L'amore è calore, e l'intensità dell'amore che avvertiamo o esprimiamo è direttamente proporzionale alla dolcezza e all'ardore del corpo: tanto che parliamo della fiamma della passione. L'amore è un'emozione in cui avvertiamo l'impulso alla ricerca del contatto e dell'intimità con la persona amata, pregustandone il piacere.

 

 

Tratto da “La spiritualità del corpo” di Alexander Lowen, Ed. Astrolabio

 

 

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