Esprimere la voce con la bioenergetica

ESPRIMERE LA VOCE CON LA BIOENERGETICA

 

Nell'antico Egitto i sacerdoti e le sacerdotesse che lavoravano nei templi erano selezionati valutando la giustezza della loro voce. Venivano chiamati “Kristous” che tradotto vuol dire “Architetti dalla voce giusta”. L'armonia della loro voce non era valutata solo con parametri estetici, ma in funzione delle vibrazioni che ne potevano scaturire, capaci di “far muovere le piramidi” (oggi diremmo “smuovere le montagne”).
La voce è la strumento con cui entriamo in relazione con gli altri ed è lo specchio del nostro mondo interiore. Uno ad uno, tutti i suoni della voce  esprimono  un'emozione: un bisbiglio rivela una situazione di difficoltà, un grido ci conduce in un'emozione di rabbia o di dolore, una risata ci collega ad un'emozione di allegria.

Il compositore Luciano Berio afferma che: “La voce è uno strumento che non si ripone dopo un concerto, ci segue tutta la vita in ogni momento”. Proprio come le nostre emozioni....
La voce è lo strumento privilegiato per esprimere la parte più profonda del nostro essere: da bambini siamo immersi nel linguaggio sonoro, usiamo la voce, i versi, i suoni come mezzo di comunicazione, di guarigione, di sopravvivenza. Non controlliamo o reprimiamo la voce o la nostra espressione. Quando da adulti tendiamo a trattenere o modificare l'espressione della voce è perché molto probabilmente da piccoli ci è stato detto “Non alzare la voce” oppure “Non fare rumore!”

Il corpo umano è un vero e proprio strumento musicale, molto raffinato e in quanto tale ha bisogno di essere accordato perfettamente. Alzi la mano chi, in un'interrogazione a scuola o nell'ufficio del “Capo” non ha avuto la voce tagliata in gola per l'emozione! E a chi non capita di esprimere il suo buonumore cantando o fischiettando sotto la doccia?
Lo stress, i  blocchi emotivi e le situazioni di difficoltà bloccano o alterano la nostra voce naturale, rendendola debole, piatta e priva di armonici. Se per il pianoforte chiamiamo l’accordatore, per accordare il nostro strumento non abbiamo bisogno di un tecnico. Dobbiamo “soltanto” imparare a respirare. Ma noi già respiriamo, potreste obiettare! 
In realtà sto parlando della respirazione consapevole, che crea collegamento tra le parti inferiori e le parti superiori del corpo, tra il piano emozionale e quello energetico. Lo strumento principe di questa respirazione è il diaframma, il muscolo a forma di cupola che separa il torace dall’addome e che gestisce il flusso dell’ossigeno in entrata e in uscita.

Chi fa della voce un uso professionale - i cantanti, gli attori,  i giornalisti - sa di cosa parlo. E anche voi potete farvene un’idea se già da stasera davanti alla TV, quando arriva la pausa pubblicitaria, vi concentrate sulle voci diaframmatiche che accompagnano gli spot. Avete presente, quelle belle voci calde, piene di sfumature, piene di “colori”? Imparando a respirare con l'uso del diaframma potremo donare alla nostra voce i suoi colori e le sue sfumature, proprio come se disegnassimo un bel dipinto su una tavolozza.

Con gli esercizi bioenergetici possiamo ridare fluidità alle emozioni trattenute, oltre a sbloccare il suono e la voce. Grazie alla bioenergetica possiamo imparare a riconnetterci alle nostre emozioni dando libera espressione alla nostra voce più autentica.  L’espressività, in bioenergetica, non vuol dire imparare a cantare o sforzarsi di fare suoni belli, ma sciogliere le tensioni di cui normalmente non siamo consapevoli e liberare le emozioni da quel velo che le opprime e che fa “strozzare” la voce in gola.

 

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