A tutti capita un momento di crisi. Ma… dopo?

A tutti capita un momento di crisi.
Ma... dopo?

 

A tutti capita un momento di crisi.

 

A tutti capita un momento di crisi. Ma… dopo? Cosa succede?
Non c'è persona al mondo che non abbia vissuto un momento di crisi per le più svariate  ragioni - un problema di salute, una delusione d'amore, una questione spiacevole in famiglia o sul lavoro.

"Sere ... nere", per dirla con le poetiche parole di Tiziano Ferro -, giornate in cui ti sembra di essere invisibile mentre attraversi il mondo e svolgi la tua vita.  Avvolto nella nube dei pensieri, non stai più bene nella tua pelle, ti senti sospeso e ovattato, come se di colpo fosse cresciuto in te un muro che ti separa da te e dagli altri.  Alienato e spaventato, senti che tutto scorre via mentre uno spiacevole effetto rallenty ti obbliga a stare un passo indietro.
Qual è il modo per uscire da questo stato di anestesia? E quanto tempo ci occorre?
Ecco tre suggerimenti.

Fase Uno 
Metti da parte la paura - per quanto ti è possibile  - e accetta il momento di crisi. 

Rifletti: ogni decisione a cui siamo chiamati implica una scelta tra un SI' e un NO, e non è detto che tutti sappiamo pronunciarli con la stessa disinvoltura e la stessa velocità. 
Ogni cambio di rotta nella propria esistenza è un epilogo di tante scelte, e ha bisogno di essere alimentato e ... digerito. Molto spesso, per assimilare a livello profondo una situazione che si sta evolvendo, fermarsi è una necessità fisiologica.  

Fase Due
Non demonizzare le tue paure e la tua indecisione, ma prova a tenerle a bada per evitare che siano loro a trascinare te. Prova ad allearti con loro, solo così potrai imparare a neutralizzarle. 

Non temere di perdere la rotta, anzi! Abbandonati  al tuo bisogno di fermarti, non giudicarti negativamente se temi di non farcela o se non intravedi la fine.
In poche parole: deponi le armi e accetta l'idea di non essere onnipotente.

Fase Tre
"Ricomincio da tre", per usare un'altra metafora artistica.

Io suggerirei - ancora meglio - Ricomincio da me.
Ma in cosa consiste il prendersi cura di sé? Probabilmente già sai che occorre fare attenzione all'alimentazione, ad una buona attività fisica, al coltivare un qualsiasi hobby che ti permetta di distrarti. 

Ma io ti propongo un gioco di fantasia. 
Immaginati di recarti in visita ad un parente convalescente. Per l'occasione sicuramente non ti presenterai a mani vuote, ma farai un omaggio con dei fiori, cioccolatini, un piccolo regalo.

Prosegui nel gioco, e decidi che...  quel convalescente sei tu. 

Concediti il lusso di dedicarti del tempo e regalarti attenzioni, iniziando fin dalla mattina. 
Appena sveglio, prima di immergerti nel marasma dei doveri, prenditi tre-minuti-tre solo per te.
Apri una finestra e respira. Sì, hai letto bene! Una respirazione profonda permette una migliore ossigenazione del corpo, favorisce una migliore circolazione del sangue e la disintossicazione dei tessuti. In più, rilassa il sistema nervoso e calma la mente. 

Chiediti cosa desideri per colazione, cambia alimenti se ne hai voglia, usa una tazza diversa dalla solita. Scegli quali colori vuoi indossare - metti al bando l'abitudine di prepararti i vestiti  fin dalla sera prima! 

In altre parole, fai le tue scelte tenendo sempre a cuore ciò che desideri realmente.

Prova a restare tutta la giornata in ascolto dei tuoi bisogni, tieni integro il tuo sistema corpo-mente e rafforza il tuo sentire, stabilendo la giusta distanza tra te e gli altri.
Pian piano, con costanza e dedizione,  impara ad allontanarti dai pensieri ripetitivi che si auto-alimentano. Prova ad innamorarti dell'idea di essere il tuo ospite di riguardo.
Quasi per magia, dopo una così convincente cura ricostituente, potrai ritrovare la serenità e sarai in grado di riconoscere gli strumenti più adatti per le scelte che ti aspettano.

 

 

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